Allevamento artificiale dei pappagalli

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L’allevamento artificiale dei nidiacei.

Quando allevare a mano il nidiaceo?

L’allevamento artificiale dei volatili può avvenire per diversi motivi, dipendenti o no dalla volontà dell’allevatore. Queste sono le evenienze più frequenti:

PRODUZIONE DI SOGGETTI PARTICOLARMENTE DOCILI.

Si tratta dell’evenienza più comune perché i volatili allevati a mano hanno un valore economico maggiore e sono più facilmente commerciabili. I nidiacei vengono sottratti dal nido tra i 10 ed i 20 giorni di vita, periodo in cui gli uccelli si adattano bene all’alimentazione artificiale e non richiedono somministrazione molto frequenti di alimento, ma buoni risultati si possano ottenere allevando il piccolo fin dal primo giorno di vita. Questo ultimo metodo richiede molta esperienza e occorre incubatrici e camere calde idonee per l’allevamento.

PRODUZIONE DI UN MAGGIOR NUMERO DI SOGGETTI.

Questa eventualità si associa spesso alla precedente. Sottraendo ai genitori l’intera covata si ottiene, generalmente, una nuova deposizione di uova. Ma comporta anche eventuali rischi (stress, deperimento fisico nella femmina, ritensioni dell’uovo, aggressività nei maschi).

 

ALLEVAMENTO DI NIDIACEI MALATI O NON CURATI DAI GENITORI.

 

 

 

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ALLEVAMENTO DI NIDIACEI ORFANI.

Il nidiaceo dovrebbe essere allevato in una stanza apposita (NURSEY) sufficientemente isolata dal resto dell’allevamento, nel rispetto delle più strette norme igieniche, in considerazione della delicatezza dei volatili ospitati. Il sistema immunitario dei nidiacei, infatti, non è ancora ben sviluppato ed essi possano essere facilmente vittime di infezioni, anche banali. L’igiene è di estrema importanza.

Sia di fabbricazione casalinga od industriale l’incubatrice per neonati chiamata anche camera calda deve essere costituita da materiale facilmente lavabile e disinfettabile e deve essere in grado di offrire al piccolo ospite le migliori condizioni microclimatiche.

E’ opportuno che ciascun nidiaceo sia posto, all’interno della camera calda in un contenitore di plastica o di ceramica, di dimensioni proporzionali al volatile, sul fondo del quale venga posto un foglio di carta assorbente da cambiare più volte al giorno in modo da mantenere il nidiaceo sempre pulito.

 

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Altri substrati tipo trucioli, sabbia, pellets, ecc… vanno evitati per la facilità con cui possono essere ingeriti dai nidiacei oggi in commercio ci sono ottimi prodotti.

L’umidità all’interno della camera calda dovrebbe essere intorno al 50% con una ventilazione tale da creare un certo movimento d’aria, ma non tanto forte da disidratare i piccoli. La temperatura non dovrebbe mai superare valori al di sopra dei 38°C risultano generalmente fatali.

Nidiacei più o meno completamente impiumati possono essere mantenuti anche in contenitori di plastica aperti , se la temperatura della stanza-nursery non scende al di sotto dei 20°C.

I parametri di temperatura possono essere riassunti nel seguente modo: primi giorni di vita 33-34°C. Presenza di piumino 30-32°C. Presenza di alcune penne testa e ali 29-32°C. Completo inpiumamento 23-25°C. Fine svezzamento 20 22°C.

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